Letture: “Storia dell’emigrazione italiana in Belgio: il caso del Limburgo” di Sonia Salsi

Con il convegno di Bologna “Minatori di Memorie” (26-27 aprile 2017) ho potuto rivedere amici e conoscenti, tutti interessati al tema dell’emigrazione italiana in Belgio.In quella occasione ho ricevuto il libro di Sonia Salsi “Storia dell’emigrazione italiana in Belgio: il caso del Limburgo” edito da Pendragon nel 2013.

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Il suo è l’unico volume in lingua italiana dedicato all’analisi del fenomeno migratorio italiano in zona fiamminga. Un contributo prezioso al completamento del puzzle della nostra diaspora in Belgio. Prezioso non solo perchè contiene uno studio approfondito del tema, ma anche perché accompagnato da una serie d’interviste ai protagonisti dimenticati di questa diaspora. Sonia Salsi è lei stessa parte di quella diaspora e ha saputo rendere con parole oneste e forti tutte le difficoltà, contraddizioni e speranze presenti nella comunità italiana di Lindeman.

Mi permetto di citare un passo della preziosa intervista di Sonia Salsi a suo padre, Egisto Salsi. Chi si occupa di emigrazione sà quanto sia difficile fare parlare i propri cari di queste esperienze dolorose e traumatiche. Molti si sono chiusi in mutismi decennali prima di riuscire a confidare le loro memorie, le loro storie.
Paure nascoste nel pudore.
“Pudore”, ormai una parola desueta che facciamo fatica ad associare ai temi dei diritti, del lavoro, dello sfruttamento, del razzismo…

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Raccogliere dunque testimonianze dai propri famigliari o amici o conoscenti non è cosa semplice. Ma durante il convegno dell’anno precedente siamo arrivati alla conclusione che le generazioni più vecchie, finalmente, si liberavano di un peso mai esposto alla luce del sole. Abbiamo notato infatti che le persone intervistate sulle loro condizioni di emigranti tendenvano a “svuotare” un sacco pieno di ricordi a lungo sopiti solo se veniva data loro la possibilità, ricreando un legame affettivo o almeno di empatica sicurezza.
Loro, che in passato erano stati sfruttati “mediaticamente” dai media in vista dei vari “anniversari delle tragedie minerarie”, sentono il bisogno di essere rispettati nei loro ricordi, a volte frammentari a volte perfino storicamente inesatti.
Ecco allora che la testimonianza diventa una confidenza unica, un lungo monologo inarginabile di una potenza incredibile, interrotto solo da momenti di grande emozione e talvolta da pianti frenati.  Ancora una volta il “pudore” impedisce a questi esseri “traumatizzati” di apparire solo come vittime.

Questi lunghi monologhi, li abbiamo ascoltati in molti documentari, sono spesso simili eppure sono tutti diversi. Tutti ribadiscono il loro desiderio di testimoniare per lasciare a chi verrà dopo di loro una memoria, un sentire unico.
Perchè tutto il loro sforzo e impegno non sia dimenticato.

Per valorizzare queste memorie, parti integranti della storia italiana del novecento, il volume di Sonia Salsi, l’unicum sulla diaspora italiana in zona fiamminga-belga, rimane assolutamente da leggere…